10 APRILE 2020. Dopo due settimane di lavoro non poteva che essere inaugurato così questo disegno. Era ancora sul tavolo quando ho buttato l'occhio sul disco dell'opera di Verdi. Si!, la colonna sonora perfetta mentre appendo al muro il lungo cartoncino.. poi mi allontano e lo guardo..MI SI è APERTO IL CUORE!!  trasudava di potenza!!!  OBELISCO DEI PROPRI INGANNI. The self tricks Obelisk.
Una missione epica.. Uno specchio sulla propria interiorità. 2m X 70cm 


My COVID19 way

Estasi, Presenza, Osservazione, Armonia, Poesia, Bellezza ecco ciò che caratterizzavano i miei dipinti a metà degli anni 90. Figure femminili, nude, in espressioni particolari, atteggiamenti danzanti o semplicemente in azioni pressoché statiche ma in movimento allo stesso tempo. Ciò che esprimevo nei primi quadri erano i miei stati d'essere che mi permettevano di VIVERE appieno emozioni e desideri. Erano delle decise forme di dichiarazione che ritenevo chiare ed esplicite nel suo manifestarsi!! Esprimevo qualcosa che mi faceva stare bene e così facendo pensavo di trasmetterlo di conseguenza anche agli altri.. era un po come infondere queste emozioni e sensazioni piacevoli in chi le osservava. Mi piacevano le grandi dimensioni e penso di aver smesso di dipingere corpi nudi perché non avevo lo spazio necessario dove tenere questi grandi supporti e quindi dovevo ridurre le dimensioni delle opere. Su supporti più piccoli non riuscivo più a vederci ciò che avevo espresso fino ad allora.

Per questo motivo cominciai a cercare altri modi di esprimermi.. in formati diversi, in modalità diverse ma i temi, i messaggi e i concetti erano gli stessi..

Sono diventati però sempre meno espliciti. Sempre più indirizzati a rallentare le persone; a renderle consapevoli della frenesia che li soffoca perché altrimenti non riuscirebbero poi a godere veramente appieno di queste emozioni o di qualsiasi altra emozione.

Così è arrivata questa "catastrofe", il coronavirus, che ha obbligato le persone a fermarsi.. a lasciare la frenetica vita quotidiana per una tranquilla vacanza forzata.

Io subito mi sono sentita privata del mio obbiettivo. Non "dovevo" più fermare nessuno.. tantomeno me, che ero la prima, in realtà, a dover essere fermata da questa missione assurda.

Li, si è risvegliato il mio primordiale bisogno di esprimere attraverso il disegno.. di dichiarare ancora quali erano i miei stati d'essere e gli stati generali dell'umanità. Li ho sentito un richiamo a fissare in modo ancora più determinato e profondo le meraviglie e le disgrazie dell'animo umano.. per salvarlo forse? Per renderlo ancor più consapevole? Per semplicemente tornare ad essere? Per stampare in grande cosa è ESSENZIALE? Per DIRLO, SUSSURRARLO, LANCIARLO, SCOMBUSSOLARLO, URLARLO VERAMENTE?

SI!!

Così ho fatto! e uno dopo l'altro sono uscite le emozioni, i bisogni, le responsabilità verso l'umanità che avevo accantonato perché sempre più lontane da ciò che in realtà l'umanità stessa voleva sentire, vedere, vivere!! basta! Ho riaperto quella porta da dove dichiarare a gran voce! Da dove essere appieno e volerlo condividere!! Da dove ti aspetto.. per un thè.