chi sono

Katia Della Fonte



Alla continua ricerca di nuove espressioni artistiche Katia trova una definizione in ESSENTIAL ART, una visione generale della vita dove la semplicità e l'essenzialità stanno alla base della bellezza e pienezza dell'essere umano. Il corpo è lo strumento con cui esplora il mondo delle possibilità e scopre la Natura come partner ideale per il suo lavoro, il luogo dove riconnettersi in uno stato di presenza e fusione, dove trovare elementi per la realizzazione delle sue opere e dove condurre laboratori di ricerca personale.

"Per me l'Arte non è l'oggetto materiale in sé stesso, ma tutto ciò che ci sta attorno: magia, energia, emozione, desiderio, concetto, idea, contesto... . Credo che l'Arte sia ovunque, dipende con che occhi guardi, osservi, percepisci, leggi, racconti le cose, ecco perché non è qualcosa fuori di me. L'Arte è un modo di vedere e vivere la vita, non ciò che faccio. Nel mio caso è sempre presente e il modo in cui la esprimo è la mia ricerca, il mio cammino di evoluzione."



KATIA DELLA FONTE
CORPO MUSICA E COLORE PER RINASCERE NELLA NATURA

Katia della Fonte è nata a Sondrio nel 1974. Da autodidatta, inizia a dipingere i suoi primi quadri e

murales durante il periodo degli studi superiori. Trasferitasi a Londra a 18 anni, mentre si mantiene lavorando nei pub, cerca la sua direzione nell'arte. A disagio davanti allo spazio chiuso della tela, sceglie di dipingere per strada. Si arma di gessetti colorati e traccia grandi disegni sui marciapiedi e sulle strade del quartiere di Tower Hill. Recupera legni e tavole di compensato nei cassonetti e usa queste larghe e scabre superfici per dipingere. A metà degli anni novanta torna in Italia portando con sé un paio di grandi tavole a olio.

Sceglie Livigno quale base di vita, dove inizia a esporre i suoi quadri negli spazi pubblici cittadini, ma le due dimensioni della pittura non sono più sufficienti per contenere la sua ricerca, approda quindi alla scultura, prima col ferro e poi con la ceramica. Nascono lavori nei quali spiccano le figure del cerchio, della spirale e della sfera, le curve morbide che richiamano a quelle del corpo femminile che lei definisce: "forme rotonde e fluide che rivelano il mio modo di vedere il mondo, di approcciarmi alle questioni della vita".

Accanto all'attività artistica Katia eccelle nello sport, in particolare nello sci acrobatico, disciplina con cui partecipa ai campionati europei e mondiali. Nell'attività fisica, negli allenamenti e nelle performance sportive Katia coltiva la relazione con il suo corpo, e nel 2005 quel corpo le apre una nuova dimensione espressiva e

altri spazi per la sua pittura. Tra gli amici e gli abitanti di Livigno recluta i suoi modelli e usandoli come tele/ scultura dipinge loro il volto e le braccia. Solo pochi segni di colore scuro che ricordano lunghe radici nodose ma presto il colore prende il sopravvento e la pittura si allarga andando a ricoprire tutta la superficie dei corpi. Si avvicina al mondo della body art e partecipa ad eventi e concorsi internazionali in Italia e in Svizzera.

In seguito, inizia ad elaborare performance che intrecciano bodypainting e danza, dando vita nel 2012 a "Musica sulla pelle", in cui si esibisce dipingendo con pennelli, rulli e spugne il corpo in movimento di un danzatore. La performance presentata durante la Notte Nera di Livigno diventa un progetto complesso che arriva a durare fino a 40 minuti. Lo presenta a Brescia in forma privata in una villa, a Bergamo in occasione del concerto del chitarrista Xabier Iriondo, poi a Tirano. Nel 2013 decide di mettersi in gioco personalmente nell'azione artistica, così si spoglia e dipinge il suo corpo insieme a quello dei danzatori. I colori liquidi scivolano e gocciolano sulla pelle creando motivi ipnotici: cerchi, punti, e spirali, forme che si rincorrono, seguendo i movimenti dei corpi che si cercano e si urtano nel fluire della danza. Nel 2013 è a Sondrio alla Scarpatetti Arte con con l'installazione "Poesia in bianco e nero" e poi a Venezia con "The butterfly effect" al Festival delle Arti della Giudecca, dove si

presenta ancora con un progetto che unisce musica, danza e pittura.

Nel 2014 trasporta la sua idea di performance con il colore nel video, realizzando in autonomia filmati di grande impatto scenico. Questo il suo pensiero: "Ciò che cerco di riprodurre nei miei progetti è la Poesia contenuta nelle immagini e trovo che il video sia il modo migliore per contenerla".

Con "Il movimento dell'Anima", durante il concerto di Sorgente nel 2015, Katia incomincia ad esibirsi da sola spinta da un forte desiderio di approfondire la sua ricerca personale e professionale. Nello stesso anno, partecipa ai Mondiali di Bodypainting con la performance "The street tree. My destiny my way" e prende parte, con una sua particolare performance, al film "Oltre la linea gialla", lungometraggio pluripremiato in numerosi festival internazionali. Inizia così una serie di importanti collaborazioni.

Tra il 2014 e il 2018 nascono diversi progetti fotografici in collaborazione con uno dei fotografi più importanti del mondo Bodypainting, Andrea Peria. In questi lavori, Katia è contemporaneamente l'artista che dipinge le modelle fotografate e la performer dell'evento. Con i fotografi Filippo Fabiano ed Enzo Bevilacqua lavora a progetti di Camuffage con elementi naturali come la roccia o il legno. Il legame forte con la natura la spinge realizzare performance estreme in luoghi particolari come vulcani (Etna), cave

abbandonate, rocce ed alta montagna. Nel 2016, grazie alla collaborazione dell'attrice Cristina Turella e del musicista Duccio de Rossi, Katia realizza il sogno di esibirsi in alta quota e lo fa con la performance "Pulsazioni". Nel 2017 collabora con la compagnia Ritmia al progetto "Meditentazione" per il quale realizza otto video che accompagnano i brani dei concerti e una performance dal vivo che mette in scena al teatro di Ferrara e al teatro dei Teatini di Piacenza. Nel 2015 prende l'avvio un ambizioso progetto tutt'ora in corso: "Collezione di farfalle", nel quale bodypainting e fotografia si legano al mondo sessuale femminile.

Il lavoro di Katia è una continua ricerca sulle forme in movimento, che esprimono il desiderio e la voglia di rinascere continuamente, la necessità di cambiare. Il corpo segue il proprio istinto, l'azione, il comportamento dinamico e fluido nel sentirsi libero, restando strettamente connesso alla forza della Natura, energia che non conosce il limite delle leggi civili. Molte delle sue opere richiamano il mondo vegetale e le sue performance sono ambientate nei boschi, vicino a laghi e fonti d'acqua, o in luoghi dove le pietre danno forma al paesaggio. Un lavoro che si arricchisce via via raccogliendo le suggestioni e le vibrazioni dell'ambiente esterno.

L'esibizione diventa la modalità d'espressione che sceglie di portare avanti e nel 2018 incontra la danza Butoh nella quale si riconosce. Così inizia il suo

percorso di studio con diversi maestri Butoh come Masaki Iwana, Atsushi Takenouchi e Yumiko Yoshioka portando nella sua ricerca incentrata sul corpo in movimento una nuova consapevolezza.

Realizza nuove performance improntate sul movimento spontaneo come "Bagno di me" e "Estratto di Delicatezza" togliendo il colore dalla scena, che però riprende in campo artistico, sperimentando la pittura come gesto immediato ed essenziale. Questo percorso la porta a decidere di presentare il suo universo espressivo con il nome di ESSENTIAL ART e nel 2019 ne scrive il manifesto. Il testo racchiude tutta la sua filosofia, il pensiero alla base della sua espressione artistica e della sua stessa vita, nel ritorno alla semplicità, all'essenziale. Inizia così la produzione di opere realizzate con rami, cortecce, tronchi, radici: quadri-scultura dove la materia-natura è protagonista assoluta e fonte primaria di ispirazione. Sono opere tridimensionali realizzate con elementi naturali e con interventi dell'artista mirati ad esprimere visivamente le energie intrinseche dei materiali utilizzati, a valorizzarne la bellezza, la complessità armoniosa, la particolare spinta evolutiva.

La relazione con la natura è oggi protagonista totale delle sue opere, fotografie, performance e laboratori, nei quali il corpo umano a contatto con l'ambiente e gli elementi esprime la sua essenza, si manifesta e percorre il suo cammino di ricerca di senso.